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In Irlanda, tanti anni or sono, c’era nel folto di una foresta, un luogo speciale e incantato.
Laggiù vivevano felici fate,folletti ed elfi.
Alata e leggiadra, tra le querce secolari, volava la dolce Leah.
Non molto alta e neppure troppo esile, incantava tutti con il suo sorriso, aveva occhi limpidi come acqua di fonte e morbide onde dorate le incorniciavano il viso tondo.
Vestiva abiti variopinti che mettevano in risalto la sua pelle chiarissima. Aveva due ali impalpabili, impreziosite da polvere di stelle.
Come tutte le fate, anche Leah era dotata di poteri magici:spesso il suo tocco trasformava i fiori in cristalli di luce.
Ma lei non sapeva di essere così speciale, credeva che la sua magia fosse riflesso di qualcun altro.
Un giorno, mentre ascoltava le foglie cantare melodie al vento ed i ruscelli raccontare antichi segreti ai pesci, incontro’ Elion, un elfo errante dal sorriso gentile e lo sguardo profondo.
Nascondeva,sotto ad un buffo copricapo viola, i suoi capelli lunghi e si divertiva a raccontare storie spassose e strampalate.
Con lui, Leah sentì il cuore danzare, le ali vibrare, e il mondo sembrava più luminoso. “È lui,” pensava, “la fonte della mia luce”. Insieme crearono incantesimi che facevano sbocciare le rose in inverno e facevano ridere le nuvole.
Ma col tempo, Elion si allontanò, attratto da altri sentieri e da altri sogni.
La fatina rimase sola, le sue ali persero la luce e i suoi occhi divennero opachi e tristi.
Così cercò un po’ di quiete e si spinse fino al tempio delle fate per chiedere consiglio alla saggia Gwen.
Il viaggio non fu facile.
I rami folti ed intricati rendevano il sentiero di difficile accesso e come artigli le strapparono ali e vestito.
Giunta al tempio salì i gradini piano, le gambe tremanti per la fatica quasi non la sostenevano, abito e ali lacerati la rendevano la brutta copia della fatina deliziosa che era.
All’interno del tempio vi erano solo fiori! Tantissimi fiori multicolori tappezzavano pareti e soffitto rendendolo uno spettacolo mai visto. Leah, ammutolita, si guardò intorno alla ricerca di qualcosa che non fosse un fiore.
Annunciata da un fremito di ali ecco, vicino ad una grande siepe di ibisco viola, la piccolissima, grande sacerdotessa Gwen che vegliava sul bosco da millenni.
“Tu cerchi la luce fuori,” le disse con voce profonda, “ma sei tu che hai illuminato il mondo attorno a te”.
Leah si fermò. Ripensò a ogni incanto, ogni emozione, ogni sogno che aveva reso reale.
Capì che Elion non era la fonte, ma lo specchio.
La vera magia era sempre stata dentro di lei. Aveva un grande cuore colmo d’amore ed era sempre pronta ad aiutare chi ne aveva bisogno.
Da quel giorno, Leah non cercò più riflessi.
Volava sola e felice, alta tra le verdi fronde del bosco, distribuendo luce ovunque andasse.
Ben presto tutte le creature di quel magico mondo fatato, parlando di meraviglie, pronunciavano il suo nome con stupore e orgoglio.
Leah, la fata che brillava di luce propria era una di loro.
Nicoletta
29 ottobre 2025